San Salvatore




La sensazione che si prova visitando San Salvatore è quella di fare un salto nel passato, di trovarsi in un luogo in cui il tempo si è fermato.
Il villaggio è costituito da piccole abitazioni di arenaria o mattoni di terra. Nella piazza si affaccia la chiesa (XVII sec) sopra l′ipogeo di origine nuragica dedicato al culto delle acque, nel quale in epoca romana si adoravano Venere, Marte ed Ercole Salvatore. L’edificio ha costituito il nucleo dal quale nel tempo si è sviluppato l’abitato, utile per servire le esigenze dei novenanti, e quelle degli agricoltori durante il periodo della semina e della raccolta del grano. Oggi il villaggio di Santu Srabadoi (in dialetto locale) è un tipico esempio di centro religioso temporaneo che si anima in occasione del novenario e della festa, durante la quale i residenti  di Cabras uniti e di corsa portano la statua del santo nella chiesa del villaggio. Allora le porte delle abitazioni si aprono ai visitatori e i padroni di casa, con l′offerta dei più ricercati prodotti tipici mostrano  la loro ospitalità.Negli anni ′60 una società di produzione cinematografica trasformò parte del paese in un piccolo centro messicano, set ideale per girare i cosidetti “spaghetti western”. Fino al 1990 nella piazza erano presenti un arco bianco di calce e le facciate di un saloon e di altri edifici, poi distrutti da un incendio.Oggi il villaggio ha in gran parte recuperato il suo aspetto e la sua funzione originarie. Ai margini si possono visitare i ruderi di un complesso termale di epoca romana, detto Predas de Cubas o Domus de Cubas. 

Come arrivare:
da Cabras si percorre la strada provinciale per ′′San Giovanni di Sinis′′ e dopo 8,7 km si svolta a destra al bivio per la spiaggia di Is Aruttas.