Kayak




Antonio pratica il kayak da almeno 20 anni. Ci accompagna alla scoperta del Sinis con questo mezzo semplice e versatile: 

Antonio (di seguito A) -Le condizioni sono favorevoli per la natura stessa del profilo costiero. Abbiamo sempre un versante, una spiaggia, o delle cale ridossate dal vento. Nella baia di Putzu Idu, ad esempio, ci sono le condizioni buone perchè è protetta  da stati meteoclimatici che potrebbero essere sfavorevoli ai nostri intenti. Pensiamo al maestrale che soffia spessissimo da queste parti. Per contro ci sono le brezze pomeridiane che portano come dire a ′′far uscire′′  il kayak dalla baia. Così l’attività ricreativa si può praticare col mare tranquillo anche per medi e lunghi tragitti, mentre sul versante opposto della penisola è agitato.


-Cosa intendi per m/l tragitti:

A- Mi rivolgo ad un approccio alla natura più vicina all′escursionismo. Chi è alle prime armi alle prime armi non si aspetta di poter raggiungere S’Architteddu o S’arena Scoada, la spiaggia di Sa Mesa, le bellissime spiagge di quarzo di Is Aruttas e Maimoni, partendo dalla spiaggia di Putzu Idu. Invece è alla portata di tutte le persone; almeno quelle che hanno una sufficiente condizione fisica. Per esempio da tutti coloro che affrontano facilmente una passeggiata in montagna.

Un esempio di escursione... di una giornata in kayak…: 

A-prendo spunto da una giornata trascorsa a fine agosto dell′anno scorso: partenza ore 09.00 da Putzu Idu, subito passaggio obbligato ‘’ a S’Architteddu e rotta verso S’Arena Scoada e Sa punta de s’incodia.  Le prima tappa era a Su Tinzosu, in spiaggia, con ′′riposino′′ per poi ripartire paralleli alla scogliera sino a Mari Ermi e Is Aruttas, dove siamo sbarcarcati; eravamo in 7/8 barche di cui 2 doppie. Verso le 16.00 siamo rientrati a Putzu Idu. Possiamo fare anche uscite di interesse storico/archeologico. Questo itinerario è suggestivo. Si possono vedere i resti delle necropoli che si affacciano sulla spiaggia di S. Giovanni e l′antica città di Tharros, che vista da questa insolita prospettiva ha un altro fascino. Anche l′uscita notturna è una delle più suggestive e indimenticabili.

Il Kayak sotto l′aspetto sportivo…

A-Per chi vuole adrenalina…bene…si esce col maestrale! E li tra schizzi, salsedine e un principio di mare formato si possono esprimere doti sportive divertendosi. Si rientra con le proprie braccia. La componente motivazionale in questi casi è importantissima.

-In kayak si possono visitare luoghi di mare poco frequentati e altrimenti inaccessibili:

A- Pensiamo a su tinzozu  (′′su tingiosu′′ riferendosi alle falesie), alle calette di Scal′e Cuaddusu. Ci puoi arrivare solamente in barca (senza avvicinarti troppo) o in kayak,  che è un’altra cosa. Anche la discesa dal fiume Tirso è interessante. Non trovo mezzo migliore per poter raggiungere questo ed altri luoghi nascosti.

- Il kayak trasmette emozioni...

A- Sopratutto per i contesti in cui ci si trova. Per esempio, sei col Kayak in mare al tramonto…quando le pareti del capo e il mare si tingono di rosa per poche decine di minuti…a quel punto tutto cambia assolutamente! Ti guardi attorno…questo promontorio che si scaglia sull′acqua…vederlo dal mare; la condizione che si crea...lo stato d′animo, le sfumatura dei colori. Presumo che non lascino indifferenti. Prova a stare sospeso a pelo d’acqua in mezzo al mare, anche da solo…e a godere di quel silenzio…capirai di cosa sto parlando!

-Un mezzo ecologico e versatile ideale per visitare e scoprire l′Area Marina Protetta:

A- Non abbiamo propulsione di tipo motoristico. ′′Al limite′′ rischi di sentire la pagaia che entra in acqua o le  voci dei compagni. L’impatto ambientale è pari a zero. 


                                                                                                                           Antonio Enna (appassionato di attività all′aria aperta...da sempre).