Birdwatching




Gli stagni e le zone umide dell’Oristanese sono tra i luoghi più favorevoli per l’attività di birdwatching per la presenza di centinaia di diverse specie di uccelli. 

Il birdwatching (BW) è l’osservazione degli uccelli in libertà.

I momenti di osservazione sono anche momenti di totale immersione nella natura. Binocoli al collo, ci si immobilizza, si rimane in ascolto di un battere di ali, di un cinguettio, di un fruscio. Che emozione, quella delle prime scoperte. Spesso, è proprio dall’ornitoturismo che nasce il desiderio di andare al di là del semplice approccio.

Ma il BW è anche un’attività scientifica.

Gabriele Pinna, ornitologo esperto, ce ne parla con la verve che caratterizza gli appassionati.

« Sono infatti i birdwatchers che, presenti in modo capillare sul territorio, raccolgono una grande quantità di informazioni sugli uccelli e sui loro spostamenti. Gli strumenti principali del birdwatcher sono il binocolo (non troppo pesante) e una guida al riconoscimento sul campo. Il cannocchiale si rivela fondamentale negli stagni di grande superfice, per non disturbare gli uccelli e nelle lunghe osservazioni, per il conteggio degli stessi nel corso dei censimenti e per la lettura degli anelli. Le osservazioni devono poi essere registrate su un taccuino che ci permetterà negli anni di conoscere la fenologia degli uccelli,  ovvero la possibile presenza sul territorio delle varie specie durante i diversi periodi dell′anno».

Inoltrarsi nel mondo degli uccelli con maggiore curiosità richiede innanzitutto una buona conoscenza dell’anatomia dell′uccello, sarà indispensabile all’identificazione. Quali sono  dunque i criteri dell’identificazione? Eccone un’illustrazione chiara di Gabriele Pinna: « Per quanto riguarda le dimensioni, più che i centimetri, vi suggerisco di utilizzare come metro di paragone gli uccelli già conosciuti. Ad esempio: più piccolo di un passero, più grande di un merlo. La silhouette ci dà un’indicazione immediata: il pettirosso è dritto sulle zampe, quasi verticale, mentre la rondine è in una posizione pressoché orizzontale. Anche la coda ha forme diverse, forcuta come quella delle sterne, o filiforme come quella del codone. Le ali possono essere strette, appuntite, corte o arrotondate. Il becco invece (lungo, sottile, adunco, piccolo o appuntito) fornisce indicazioni sulle abitudini alimentari e quindi sugli habitat frequentati. Osservare il movimento assume un′importanza rilevante per la determinazione della specie. Alcuni uccelli camminano, altri saltellano. Le anatre di superficie quando prendono il volo si alzano quasi in verticale, mentre le folaghe e anatre tuffatrici corrono sull′acqua prima del decollo. I tipi di volo sono tre: quello battuto, quello planato e quello veleggiato. Infine l′assetto di volo e la formazione dello stormo potranno facilitarvi l′identificazione: anche senza riuscire a identificare il singolo uccello, possiamo capire che si tratta dei cormorani o delle anatre da come sono disposti in volo».

Facendo tesoro delle informazioni di Gabriele Pinna, non resta che andare a metterle in pratica negli stagni del Sinis. E la bellezza dei siti, il fatto di partecipare alla salvaguardia dell′ambiente naturale, l’amore stesso per gli uccelli, non mancheranno di attrarre tanti futuri birdwatcher.

L’autore della presente nota è Gabriele Pinna, birdwatcher esperto. Ha collaborato a diversi progetti nazionali ed internazionali. In particolare ha contribuito allo studio internazionale sul fenicottero rosa e ad uno studio sul falco della regina. Ha partecipato ai censimenti degli uccelli svernanti e a numerosi progetti di ricerca per gli uccelli negli stagni dell’Oristanese. E’ stato anche autore del progetto per la tutela dello stagno di S’Ena Arrubia.